wonderWonder è la storia di un ragazzino di 10 anni alle prese con il suo inserimento nella scuola media. Detta così sembrerebbe un racconto banale e senza mordente, ma il bello nasce proprio qui. Il ragazzino in oggetto, August, non è mai andato a scuola in vita sua. Ha studiato a casa, isolandosi il più possibile dal resto del mondo. La sua è una famiglia normalissima, due genitori che gli vogliono un bene dell’anima e una sorella maggiore attenta alle esigenza del fratellino e sempre presente. Completa il quadretto una cagnolina di nome Daisy.
Tutto normale se non fosse per il fatto che August, fin dalla nascita, soffre di una doppia malattia deformante al viso che lo ha costretto negli anni a sottoporsi ad innumerevoli operazioni chirurgiche, operazioni che gli permettono di mangiare, parlare e interloquire con gli altri, ma che non hanno potuto fare nulla per il suo aspetto esteriore.
Dalla descrizione che l’autrice fa del suo sfortunato protagonista capiamo che abbiamo a che fare con un piccolo “Elephant man” (romanzo tra l’altro citato all’interno della storia), ma in questo caso l’obiettivo si concentra cinicamente su un pre adolescente, con tutte le crisi e le insicurezze che questa età porta con sè.
La storia è semplice e avvincente. Seguiamo il primo anno di medie del piccolo Auggie attraverso le sue parole e quelle degli altri protagonisti. Un modo di raccontare che ci fa cambiare continuamente punto di vista e che cerca di giustificare le reazioni e i comportamenti di ciascuno di loro di fronte alla deformante bruttezza del volto di un bambino. Ci sono momenti tristi e momenti divertenti, si passa da una riflessione profonda sugli affetti e sull’importanza della famiglia a digressioni sui personaggi di Guerre Stellari, saga cinematografica di cui August è accanito fan.
Che dire, un libro emozionante e coraggioso, che coinvolge in ogni suo aspetto arrivando a strapparci, nella stessa maniera, un sorriso ed una lacrima.
Consigliato vivamente a tutti coloro che hanno paura della diversità.