Sono stato recensito

L’amico Fabio Renna (www.simand.it) ha letto e recensito la mia opera prima. Fabio è una persona che conosco da molto tempo e di cui ho grande stima. Può essere che la sua recensione sia stata in parte condizionata dall’amicizia che ci lega, ma sono convinto che la sua obiettività vada oltre il nostro rapporto di conoscenza e che se avesse reputato il mio libro mediocre o pessimo me l’avrebbe detto sicuramente (magari prima di recensirlo!).

Comunque sono abbastanza emozionato nel riportare qui di seguito alcune parti della recensione di Fabio che mi hanno colpito. Alla fine troverete anche il link diretto all’intero articolo.

Scrive Fabio:

L’interesse per la lettura di questo romanzo si rivela sin dal titolo, che gioca sul doppio possibile significato a seconda della presenza o meno dell’apostrofo, e viene rimarcato con i primi passi dell’opera “Siamo al mondo per il mondo”.

e poi ancora:

La trama di per sé è molto semplice, e ruota tutta intorno al protagonista, all’illustre letterato ed alla sua assitente, e a pochi altri personaggi e non costituisce quindi il vero filo conduttore della storia. L’atmosfera è quella estiva di una tipica città del nord Italia fatta di incontri fugaci e di rapporti piuttosto formali.

Sono invece i pensieri e le parole del protagonista che colpiscono più di ogni altra cosa e ci spingono ad andare avanti nella lettura del romanzo, in un misto di ironia, sarcarsmo e perché no, anche un po’ di sano cinismo. La sensazione che abbiamo del protagonista è quella di una persona che parla poco, ma ha dentro di se tanto da dire: impossibile rimanere impassibili di fronte alla netta contraddizione esistente tra i modi ed i pensieri del protagonista: se da un lato i primi sembrano essere pacati e sereni, i secondi rappresentano una serie di crude quotidiane verità che la maggior parte di noi fa fatica ad ammettere.

per finire con:

…ma è forse questo il fine ultimo dell’uomo d’istinto, e cioè quello di “rivelarsi” a poco a poco e probabilmente non del tutto, attraverso la scrittura.

Che dire! Grazie Fabio.

Come promesso ecco il link: http://www.simand.it/pagine/view_post.aspx?post=266

Riflessioni in treno

Da “L’uomo d’istinto”:

Seduto uno di fronte all’altro, due viaggiatori devono essere per forza uno mezzo vuoto e l’altro mezzo pieno. In quei momenti io mi sentivo mezzo perso: all’avvicinarsi della meta una strana sensazione di disagio stava prendendo possesso del mio stomaco. Quel misto di nuovo e ignoto che accompagnava il mio viaggio si faceva sempre più pesante e pressante. Perché avevo accettato quell’invito? Chi ero io per poter entrare in un mondo che non mi apparteneva? Ne avevo le capacità? Ma soprattutto: volevo realmente che tutto ciò accadesse nella mia vita? Troppo tardi a quel punto.

Questi ultimi pensieri ed altri simili scorrevano impassibili di fronte ai miei occhi parallelamente ad un cartello blu con una scritta bianca indicante il nome di una località, la stessa stampata sul biglietto di viaggio che tenevo in tasca e che, tra le righe, nessuno era passato a controllare.

Il treno si stava fermando e una cordialissima voce femminile lievemente alterata da altoparlanti forse guasti annunciava l’imminente ripartenza del treno per luoghi più lontani. Era arrivata l’ora di scendere, finalmente e purtroppo.

La psicologia spicciola cui mi riferivo prima adesso direbbe che il bello di una partenza sta nel viaggio e non nell’arrivo a destinazione; balle! Avete mai provato a trascorrere quattordici ore in piedi sballottati a destra e a sinistra per raggiungere la vostra amata in riva al delizioso mare d’agosto? Pensate sia meglio condividere un metro quadro di spazio con una mezza dozzina di sconosciuti o riabbracciare l’oggetto del vostro desiderio? Il bello di una partenza sta nel viaggio solo se non si possiede una destinazione ben precisa.

Si chiama libertà.