Che dire? Se non fosse che conosco Fabio e ho avuto il piacere e l’onore di ottenerne una recensione anche per il mio primo romanzo. Il suo sito è un punto di riferimento per gli appassionati di montagna ma non solo, è anche un luogo ove è possibile godere di meravigliose fotografie dalle vette delle alpi ai fondali del mediterraneo, un’escursione di emozioni che lascia senza fiato, così come la sua recensione che qui riporto:

 

“Le verità altrui” è il titolo del secondo romanzo dell’amico Salvatore Scarciglia ed è edito da 0111 Edizioni.
In questa seconda prova, Salvatore esplora il genere del noir, accompagnandoci in una vicenda davvero originale che si basa su un tema che da sempre ha interessato studiosi, filosofi, scrittori, poeti e cantanti: la verità. Come per il primo romanzo, il racconto (inteso come la vicenda narrata) ed i fatti che pagina dopo pagina vengono alla luce, sono evidentemente un pretesto.
Quello che Salvatore intende “iniettare” nel lettore è una domanda semplice, cristallina, ma dalla risposta assai complicata se non addirittura impossibile.
Che cosa è la verità?
Per tutti gli esseri umani la verità è solo una parte del vero; ciascuno di noi ha la sua di verità e di fatto risulta impossibile definirne una ed una sola che sia valida in senso assoluto.
Più precisamente, possiamo affermare che si tratta della soggettiva interpretazione dell’accaduto; infatti, nella verità percepita da ognuno di noi, è sempre presente quella libera ed incontrollabile percezione della realtà che la inquina di relativismo ed individualità.
Già nella Bibbia, quando Ponzio Pilato incontrò Gesù e gli pose la domanda Quid est veritas?, egli non attese la risposta e Gesù stesso rimase in silenzio.
Due comportamenti diversi, ma accomunati da un’unica, disarmante consapevolezza: la verità non appartiene agli uomini. Da un lato abbiamo Pilato che giudica superfluo attendere la risposta, in quanto molto probabilmente considera il riscontro di Gesù semplicemente inventato o immaginario; dall’altro abbiamo Gesù, il quale sa molto bene che non è possibile rispondere alla domanda, essendo la verità immensa ed indefinibile a tal punto da non poterla tradurre in linguaggio.
Per l’uomo, protagonista drammatico e misterioso del romanzo di Salvatore Scarciglia, le cose non stanno esattamente così.
Un intero paese viene mobilitato a seguito del delitto della figlia del sindaco: la polizia è impegnata a far luce sulla vicenda alla ricerca del colpevole. Tutti sembrano ostinati nella ricerca della verità, tutti tranne l’uomo, che la verità la conosce alla perfezione grazie ad un dono ottenuto a causa di un terribile evento verificatosi nel suo passato.
Nella realtà dei fatti, questa incredibile capacità si rivela solo all’apparenza un dono: l’uomo è infatti vittima di atroci sofferenze che ogni sera è costretto a subire proprio a causa di questa sua abilità.
Pagina dopo pagina il lettore viene portato verso la tesi che la verità richieda un prezzo molto alto da pagare e che l’uomo (inteso probabilmente come il genere umano) non sia dunque in grado di sopportarla.
Un libro che scivola via velocemente e gradevolmente, in grado di prendere il lettore sin dalle prime pagine e condurlo fino alla fine attraverso uno stile molto personale del quale si nota immediatamente l’innalzamento di livello rispetto al primo libro “L’uomo d’istinto”.
Visita il sito di Salvatore Scarciglia per maggiori informazioni.

Un grazie sincero a Fabio per le belle parole e soprattuto per il tempo che mi ha dedicato.

Grignetta