pastonudoFin dalle prime pagine del “Pasto nudo” di Burroughs ci si rende conto che la lettura di questo breve romanzo ci lascerà sporchi e lerci per un bel po’ di tempo.

La tossicodipendenza spiegata a forza di schiaffi e pugni nello stomaco, una lettura fastidiosa e assillante che trascina in vortici apparentemente irrazionali ma che rappresentano un viaggio allucinato nel sottosuolo della dipendenza da droga. Se ne percepiscono continuamente gli odori nauseanti e l’assurdo lacerante bisogno di autodistruzione disinteressata. Un volume che lascia inevitabilmente spiazzati e disturbati ma che fa riflettere sulle visioni che accompagnano la “malattia” fino alle estreme conseguenze dell’annullamento personale.

Mefitico e doloroso, lento e angosciante al punto da odiarne la sfacciata magnificenza.