berliccheUna lunga, sensata, spossante e ragionata predica sui mali che affliggono l’uomo nel rapporto con se stesso e la religione. Un sermone sugli errori che ciascuno di noi tende a compiere nel quotidiano in relazione agli insegnamenti divini, un elenco delle mancanze e delle cadute che ci vedono protagonisti nel nostro cammino spirituale. Raccontato così questo romanzo parrebbe noioso e scontato, ma il modo in cui vine esposto lo rendono brillante, a tratti divertente, alleggerendone le tante considerazioni che l’autore vuole trasmettere.
Una raccolta di lettere indirizzate da Berlicche, funzionario del Demonio, a suo nipote Malacoda, diavoletto apprendista che, grazie ai consigli dell’esperto Zio, cerca di corrompere l’anima del suo assistito, un giovanotto che non ne vuole proprio sapere di concedersi al male abbandonando definitivamente gli insegnamenti del Nemico (Dio).
Simpatico e profondo, C.S.Lewis (grande amico di J.R.R. Tolkien e autore del più famoso “Le cronache di Narnia”) pubblica subito dopo la seconda guerra mondiale questo epistolario sagace ed elegante che in poche pagine fotografa la decadenza etica e morale dell’uomo dello scorso secolo che, a ben leggere, non è molto differente da quella dell’uomo attuale.