David Foster Wallace - Il re pallido“Il re pallido” è l’ultima opera di David Foster Wallace, un romanzo lasciato incompiuto e ricomposto solo dopo la morte del suo autore che procede lento e delirante verso il nulla, che non ha un punto di partenza nè un arrivo formale e delineato, ma si distingue in una serie di istantanee a colori sfocati sullo sfondo della vita dei suoi personaggi. La colonna sonora delle storie che in esso vengono narrate è la noia nella sua più alta identificazione, il tedio legato alla routine del lavorare presso un ente governativo americano come l’Agenzia delle entrate statunitense, esperienza che lo stesso Wallace ha provato in prima persona per un lungo anno e da cui ha tratto le rappresentazioni grottesche di personaggi al limite tra la follia, l’autolesionismo e l’impossibilità di reagire alla caduta sotto la scure di un destino inafferrabile e crudele.
E’ un libro difficile come tra l’altro lo è stato “La scopa del sistema” già recensito nel mio blog, ma affascinante e a tratti allucinante.
Letteratura isterica allo stato puro, senza filtri né regole, ma con un urlo disperato che accompagna la lettura dall’inizio alla fine.