Qualche giorno dopo l’arrivo della prima, fredda recensione del mio romanzo “Le verità altrui” che potete leggere qui  mi è giunta la notifica di avvenuta recensione da parte di un’altra comunità di lettori cui avevo inviato il mio romanzo in lettura. Si tratta di Scrittori Sommersi e la recensione completa si puù leggere al seguente indirizzo .
Anche questa volta mi piacerebbe commentare la recensione nelle sue parti più importanti di modo da accompagnare il parere del recensore con il mio. Quindi si comincia.

Non fermatevi all’incipit con cui si apre Le verità altrui, andate oltre, proseguite la lettura e non rimarrete delusi perché il secondo libro di Salvatore Scarciglia ha il pregio di stillare dubbi e domande nel lettore.

L’inizio è decisamente su un altro tono rispetto alla precedente recensione.

Quesiti che non riguardano solamente la trama, visto che ci troviamo di fronte a un omicidio che scuote una piccola e tranquilla comunità, ma che vanno oltre ponendo importanti interrogativi sul concetto di verità: che cos’è? Perché la nascondiamo? Esiste una verità assoluta?

Quest’ultimo paragrafo mi consola e mi ripaga degli sforzi fatti per porre l’accento sul concetto di verità tralasciando in secondo piano la trama e i personaggi coinvolti.

Attraverso l’utilizzo di uno stile semplice e lineare Scarciglia ci racconta una vicenda apparentemente ordinaria, quasi banale. Una vicenda che purtroppo possiamo ritrovare pressoché tutti giorni tra le pagine di cronaca nera: una ragazza è stata uccisa, accoltellata e lasciata morire in un  campo alla periferia di un abitato.

Come sopra.

Sin dalle prime pagine riusciamo a intuire cos’è successo, Scarciglia infatti fa partire la sua narrazione a fatti avvenuti; c’è già un sospetto: il protagonista, un uomo strano e solitario che è messo sotto torchio dalla polizia. L’autore non ha nessun interesse a tener nascosta la realtà dei fatti, non è il colpo di scena finale che cerca, anche se negli ultimi capitoli c’è una sorpresa che sorprende il lettore. Quello che interessa a Scarciglia è indagare la difficoltà che tutti noi abbiamo nel riuscire a dire sempre la verità e sfrutta un paradosso. Il personaggio principale della vicenda ha un dono straordinario: conosce la verità delle cose, quella assoluta, sa sempre come sono andati i fatti, non ha i filtri di coscienza e di prospettiva che ogni essere umano applica nella vita quotidiana. Il protagonista non ha scelta, è condannato a sapere ma è in grado di mentire. Il prezzo da pagare per la menzogna però è alto e passa attraverso notti insonni fatte di atroci sofferenze fisiche.

Un’analisi completa e approfondita della vicenda, che evidenzia una lettura attenta e ragionata.

Lo sfalsamento della sequenza temporale nella narrazione permette a Scarciglia di mantenere viva l’attenzione nella lettura arrivando fino a un finale inaspettato, spiazzante, che regala al lettore l’antefatto chiarificatore di alcuni punti bui della vicenda umana del protagonista, l’uomo schivo ma cortese che conosce tutte le risposte.

Non avrei saputo descriverlo meglio!

Le verità altrui è un libro godibile e coinvolgente grazie alla trama e alla curiosità che l’autore riesce a far nascere nel lettore. Scritto in un discreto italiano ha il merito di non presentare strafalcioni lapalissiani. Qualche ingenuità e qualche piccola incongruenza non rovinano il risultato finale. A nostro avviso l’aspetto descrittivo è ancora da perfezionare e rendere più fluido, l’utilizzo eccedente di aggettivi e similitudini appesantisce alcuni passaggi. Apprezzabile è la qualità dei dialoghi che, seppur affinabili, risultano in buona misura credibili, naturali.

Questo punto è l’unico in comune con la precedente recensione, ovvero la mancanza evidente di un approfondito lavoro di editing, ne prendo atto e cercherò in qualche modo di porre rimedio per i futuri romanzi.

Come si diceva all’inizio Le verità altrui fa nascere diversi interrogativi, domande come: perché l’anonimo protagonista sa chi ha ucciso la figlia del sindaco? Perché conosce il passato, il presente e il futuro? Io non ve lo svelerò, sta a voi leggere il libro!

Bello, vero?

ok